È nota la posizione dell’attivista Greta Thunberg, che accusa la generazione al potere di portare alla rovina il pianeta con le emissioni antropogeniche (= prodotte dall’uomo) di anidride carbonica.
Ma il parere di Greta non è condiviso da tutti gli scienziati. Tanto per rimanere in Italia, il Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia ha affermato, nel corso di un’audizione in Senato: “Vorrei ricordare ad esempio che dal 2000 al 2014, la temperatura della Terra non è aumentata: essa è diminuita di 0,2 gradi e noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni alcun cambiamento climatico di una certa dimensione. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione della temperatura: la temperatura è aumentata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi. E’ giusto, Ministro ?” Ministro GALLETTI (Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) : “Giusto, ma le previsioni non sono queste”.
Prof. Carlo RUBBIA : “Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita”. A questo punto riteniamo di aggiungere quanto fra l’altro affermato nel 2017 dal prof. Antonino Zichichi, professore emerito del dipartimento di Fisica Superiore dell’Università di Bologna, nel corso di un’intervista a “Il Mattino”: “L’inquinamento esiste, è dannoso, e chiama in causa l’operato dell’uomo. Ma attribuire alla responsabilità umana il surriscaldamento globale è un’enormità senza alcun fondamento: puro inquinamento culturale.”
CRONOLOGIA DEI FENOMENI
Vi darò alcune prove che confermano quanto detto da Rubbia e confutano la tesi della Thunberg.
Non teorizzo, ma fornisco prove di tipo logico/matematico, quindi dimostro. Vi sono diversi modi di dimostrare in modo semplice che non sono le variazioni della CO2 atmosferica a far variare la temperatura globale, ma viceversa sono le variazioni di temperatura globale a far variare variare la quantità di CO2 nell’aria. Vediamo la prima dimostrazione, basata su considerazioni logiche e cronologiche. In questa dimostrazione vi sono due punti fermi.
1. Il fatto che le variazione di temperatura globale precedono sempre nel tempo le variazioni di CO2 atmosferica. Effettivamente vi è correlazione fra le variazioni di temperatura della Terra e le variazioni di CO2 nell'atmosfera: Le grandezze sono strettamente connesse fra di loro: da tutti i grafici noti risulta che di quanto aumenta l'una, di altrettanto aumenta l'altra e viceversa.
Questo fenomeno è stato interpretato dall’IPCC come la prova che l'aumento di CO2 atmosferica dovuto alla combustione degli idrocarburi provoca, per effetto serra, il "Riscaldamento Globale". Tuttavia, osservando meglio la tempistica fra le due variazioni (cioè confrontando il punto di partenza ed il successivo andamento delle curve che rappresentano graficamente i fenomeni), notiamo che i diagrammi delle variazioni di temperatura precedono sempre nel tempo quelli della CO2 atmosferica (vedi immagini nelle pagine seguenti). Quindi, per il semplicissimo principio logico secondo cui di due fenomeni correlati (cioè aventi sostanziali caratteristiche in comune) è il primo che si verifica nel tempo a determinare l’altro e non viceversa, si deve arguire che non sono le variazioni di CO2 a far variare la temperatura globale, ma viceversa è la temperatura globale che fa variare la CO2 atmosferica!
La logica è come la matematica, non è un’opinione. La legge chimico fisica di W. Henry fornisce la spiegazione di questo fenomeno, che effettivamente è in conflitto con l’opinione corrente.
2. La legge di William Henry .
La legge di W. Henry, che, fra l'altro. in una delle sue formulazioni governa il funzionamento delle camere iperbariche ospedaliere, afferma che se forniamo calore ad un liquido in cui è disciolto un gas, tale gas tende a liberarsi disperdendosi nell'ambiente. La legge di Henry, applicata agli oceani, ci dice quindi che, se la temperatura globale aumenta, i gas atmosferici, compresa la CO2, disciolti nell'acqua degli oceani tendono a tornare nell'aria sommandosi ai gas già presenti nell’atmosfera (vedi figura seguente).
Spostandosi sulla curva verso destra, cioè verso temperature più alte, si osserva che la solubilità diminuisce: la CO2 disciolta in un liquido si libera disperdendosi nell’aria. Viceversa, spostandosi nella curva a sinistra, verso temperature più basse, la solubilità aumenta, cioè la CO2 tende a sciogliersi nell’acqua.
Il principio è ovviamente applicabile anche alla porzione di CO2 sciolta negli oceani.
Ecco perché in tutti i grafici della temperatura terrestre e della CO2 atmosferica riconosciuti, ma ignorati, dalla comunità scientifica internazionale, le curve che rappresentano le variazioni di temperatura precedono sempre nel tempo le corrispondenti curve della variazioni di CO2 nell'aria. Abbiamo quindi dimostrato come un aumento di temperatura della Terra (compresi gli oceani) è responsabile dell’aumento di CO2 nell'atmosfera.
Le ultime quattro ere glaciali 
Questa figura è fondamentale per meglio comprendere quanto esposto in precedenza.
L’immagine, che rappresenta graficamente la teoria di Milankovitch sulle ere glaciali, mette in relazione l’andamento della temperatura globale con quello della quantità di CO2 atmosferica, e mette in relazione questi due andamenti con la forma dell’orbita terrestre intorno al sole nell’arco delle ultime
4 ere glaciali. Gli andamenti della CO2 e della temperatura sono identici, quindi fra loro vi è stretta correlazione. L’orbita della terra è un’ellisse di forma variabile nel tempo, avente il sole in uno dei suoi fuochi. Quando l’ellisse si appiattisce la Terra si avvicina al punto focale della sua orbita (il sole) e si scalda. Viceversa quando l’orbita diventa più circolare. Si osserva che la variazione della temperatura precede quella della CO2. La tempistica apparirà più evidente nelle immagini che seguono.
L’immagine a sinistra evidenzia nettamente che, in un’era glaciale, la curva della temperatura globale precede nel tempo quella della CO2.
E’ stato scelto come riferimento il ciclo di un’era glaciale per la sua durata e perché tramite le attuali sofisticate tecniche di carotaggio dei ghiacci perenni siamo in grado di conoscere la composizione e la temperatura dell’atmosfera nel tempo profondo.

Questa immagine è una panoramica, di altra fonte ed autore, che racchiude le ultime 3 ere glaciali.
È possibile osservare in un unico colpo d’occhio l’andamento delle curve della temperatura e della CO2 (correlate e praticamente sovrapponibili come vuole la legge di Henry) nell’arco di 400 mila anni.
Il ritardo medio della CO2 è di 800 anni.
Nella figura sopra viene rappresentato l’andamento del livello di CO2 nell’atmosfera confrontato con l’andamento della temperatura globale negli ultimi 400 mila anni. Si ripete il fenomeno generalizzato secondo cui la variazione di temperatura precede quella della CO2.
Osserviamo, da una figura di altra fonte ed autore, l’andamento delle due grandezze in un periodo interglaciale. La variazione di temperatura precede immancabilmente la variazione di CO2.
L’immagine precisa l’entità del ritardo medio della CO2 anche qui pari a circa 800 anni.
Il fenomeno trova chiara spiegazione nella legge chimico fisica di W. Henry.
Nella figura sopra vengono raffigurate in epoca recente, in verde la velocità di variazione della CO2 atmosferica, in blu la velocità di variazione globale della temperatura del mare ed in rosso la variazione della temperatura globale dell’aria. Nuovamente si osserva che le variazioni di temperatura precedono quelle della CO2.
Nella figura precedente sono riportati i grafici della velocità di variazione della curva della temperatura globale e quello della CO2 atmosferica ai tempi nostri.
Si osserva che la temperatura precede la CO2 di 6 mesi.
CONCLUSIONE
Abbiamo visto che, al di là di ogni possibile dubbio, le variazioni di temperatura globale precedono nel tempo quelle della CO2 atmosferica. Questo comporta, in base ad un semplice ma inconfutabile principio di logica, che le variazioni della CO2, avvenute successivamente, non possono aver dato origine a quelle già avvenute, cioè quelle della temperatura.
Il concetto trova conferma scientifica nella legge chimico fisica di William Henry.
Da esso discende immediatamente che il procedimento di calcolo seguito dall’IPCC per creare i modelli matematici delle variazioni climatiche non è attendibile, in quanto fondato sul presupposto errato che sia la CO2 a far variare la temperatura globale e non che, come abbiamo visto, sia la temperatura a far variare la quantità totale di CO2 nell’atmosfera. Ne consegue che perde del tutto di valore la teoria dell’IPCC sulle variazioni climatiche, compresa la loro richiesta di ridurre le emissioni di CO2 per limitare il riscaldamento globale a + 1,5 °C rispetto ai valori preindustriali.
Osserviamo che se quel che dice Rubbia è vero, e l’andamento della temperatura globale prosegue secondo l’attuale tendenza, il target di rimanere nel 2040 al di sotto dei + 1,5 °C rispetto ai valori preindustriali probabilmente sarà raggiunto dalla stessa natura. Infatti, considerato che il riscaldamento globale è stato provocato da un aumento dell’azione radiante del sole, il quale segue da milioni di anni alternanze periodiche, nel prossimo futuro dovremmo assistere ad una diminuzione spontanea della temperatura globale anche se con tempi ed intensità non ancora noti.
Se si vuole spendere per il clima, sarebbe opportuno spostare le principali coltivazioni più a sud.
Per il resto, essendo le variazioni climatiche, come abbiamo dimostrato, prodotte dal sole e non dall’uomo, quest’ultimo nulla può fare di fronte ad esse se non coprirsi meglio.
Cari amici, ho finito. Scusatemi se quanto Vi ho scritto è poco.
Grazie dell’attenzione, ditemi dove sbaglio, e con i miei migliori saluti.
POST SCRIPTUM
Se tutto quanto sopra vi sembra troppo semplice per essere vero non ho commenti.
Se invece vi sembra sbagliato perché va contro all’opinione comune dei climatologi di tutto il mondo, Vi rimando alle parole del sommo Galileo Galilei, alle mie referenze (all. 1), e soprattutto alle prossime future letture della temperatura globale.
Nella seconda parte di questo studio, se e quando sarà pubblicata, constateremo che il riscaldamento globale si è effettivamente verificato, ma che, secondo eminenti scienziati ed astrofisici come Habibullo Abdussamatov, Ian Plimer, Valentina Zharkova, Henrik Svensmark ed altri, è avvenuto non a causa delle emissioni antropiche di CO2 bensì a causa delle variazioni dell’attività solare. Queste variazioni si ripetono periodicamente da centinaia di migliaia di anni e pertanto sono addirittura prevedibili.
La Terra sta andando quindi verso una diminuzione della sua temperatura, con tempi che dipendono anche dall’inerzia termica del pianeta, non ben nota, ma non infinita.
Questa volta ho finito veramente. Cari amici, Vi saluto con rispetto.
Elio.
Ian Plimer, professore emerito di Scienze della Terra all’Università di Melbourne. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, e di 6 libri in cui contesta la teoria del Global Warming.
Habibullo Abdussamatov, astrofisico, direttore del laboratorio di ricerca spaziale dell’Osservatorio Pulkovo di S. Pietroburgo. Responsabile del segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale
Commenti
Posta un commento